Lesione Sovraspinato

La lesione del tendine del sovraspinato è la patologia più comune della spalla.

Il sovraspinato è uno dei quattro tendini della cuffia dei rotatori, più precisamente quello posto più in alto: origina dalla fossa omonima della scapola, si porta lateralmente per andarsi ad inserire sul trochite omerale. Sebbene tale lesione possa colpire soggetti di qualunque età, grava soprattutto nei soggetti adulti e la sua incidenza aumenta all’aumentare dell’età. Questo accade perché sebbene tali lesioni possano avere un’eziologia degenerativa o traumatica, le lesioni puramente traumatiche sono rare: queste hanno quasi sempre una base degenerativa.

La degenerazione avviene per diversi motivi: sicuramente incide il “consumo dell’articolazione”, dovuto all’attività sportiva o lavorativa e ovviamente anche l’età. In particolar modo la lesione avviene tipicamente a circa 1 cm dall’inserzione sul trochite: questa prende il nome di “zona critica” ed è tipicamente la zona meno vascolarizzata del tendine, quindi la zona che prima di altre va incontro a rimaneggiamento.

I sintomi possono essere variabili: tendenzialmente il dolore è urente e scarsamente localizzato, prevalentemente localizzato in zona deltoidea. Tale dolore subisce spesso un’esacerbazione notturna ed un’irradiazione al terzo medio di omero.

Teoria discussa è quella della sindrome da impingment: tale teoria è basata sul concetto che a causa di una sporgenza dell’acromion si riduce lo spazio di scorrimento del sovraspinato fino a causarne deterioramento quindi rottura.

La diagnosi è basata una corretta e meticolosa raccolta anamnestica quindi su un esame obiettivo specifico.

Dopo avere effettuato gli opportuni e necessari test diventa obbligo approfondire con esami strumentali di 1° e 2° livello: ovvero radiografie e risonanza magnetica nucleare di spalla.

In caso di conferma di rottura tendinea spesso diventa necessario il trattamento chirurgico. Questo avviene in artroscopia, momento chirurgico non solo terapeutico ma anche diagnostico.

Generalmente la riparazione avviene mediante l’utilizzo di ancorette (una o più a seconda della dimensione della lesione).

In base al tipo di intervento ed alle capacità di recupero, il paziente dovrà portare un tutore per un periodo di tempo fra compreso fra le 2 e le 4 settimane, alle quali deve seguire un attento protocollo riabilitativo per diversi mesi, avente come obiettivi il ripristino articolare in termini di forza e range of motion.

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